IOT, Inizia Tutto Con The Big Bang Theory?

ARTICOLO

Pubblicato da David Kaparis il 11/08/2016


“Oggi siamo tutti collegati dalla rete Internet, come neuroni in un cervello gigante.” – Stephen Hawking

Nel 2008, The Big Bang Theory mi stupì nell’episodio “The Cooper-Hofstadter Polarizations” (Guarda l'episodio qui). In quella puntata, la squadra di fisici smanettoni  trovò un modo di connettere le luci del loro appartamento ad Internet  e quindi utilizzare la rete per inviare segnali attraverso il web in modo da poterle accendere e spegnere da remoto. All’epoca, si trattava di  un concetto sorprendente. A seguito di quella trasmissione, le statistiche di Google Trend mostrarono un un notevole incremento delle ricerche del termine IoT (Vedi Google Trend). Il 2008 fu anche l’anno in cui il concetto di  “Internet of Things” (IoT) stesso naque, e questo in risposta al fatto che per la prima volta nella storia del genere umano il numero di dispositivi connessi ad Internet superava il numero di esseri umani presenti sul pianeta.

Ma nonostante l’influenza che la serie The Big Bang Theory ebbe nello spingerci verso un mondo totalmente connesso, Internet of Things non decollò fino al 2011. Perché? Quell’anno segnava il lancio del protocollo IPV6. Prima d’allora, c’era il protocollo IPV4, uno spazio di indirizzamento a 32-bit che consentiva  la connessione di circa 4.3 miliardi di indirizzi IP unici. Si trattava di un muro insormontabile verso il sogno di un mondo completamente  connesso ad internet. Col protocollo IPV4, non avremmo quasi avuto abbastanza indirizzi IP necessari a connettere tutti I dispositivi del pianeta. l’IPV6 abbattè questo muro, e con uno spazio di indirizzi a 128-bits, permetteva ~340 milioni di decilioni di indirizzi IP (~42 milioni di decilioni di indirizzi pubblici). Per dare un’idea abbiamo sufficienti indirizzi IP per soddisfare le richieste di centinaia di pianeti come la Terra. 

Da allora, Internet of Things (IoT) ha conquistato il globo, crescendo in popolarità e diventando un termine di grande successo in tutti i settori dell’industria. Anche l’industria manifatturiera si sta finalmente adeguando, e quindi è nato il termine “IioT” Internet delle cose Industriale. Innanzi tutto, c’é un’importante distinzione da fare tra “Internet of Things (IoT)” and “Industrial Internet of Things (IIoT).” IoT si riferisce al mondo consumer, ed include termostati (Nest), frigoriferi auto riempienti, lampadine connesse, e automobili senza conducente. Mentre IIoT si riferisce in modo specifico ad operazioni intelligentemente collegate all’interno di un impianto industriale

Ma cos’è IIoT in realtà? In sintesi, è un concetto che si riferisce alle modalità di connessione di diversi dispositivi di un reparto di produzione in modo tale che comunichino  tra loro  allo scopo di prendere decisioni intelligenti. Esistono delle sfide da vincere per raggiungere questo risultato. Innanzi tutto, fino ad oggi, gli apparati non sono stati progettati con la connettività in mente. L’altra sfida è che le infrastrutture esistenti che necessitano di essere connesse, si basano su una varietà di protocolli di comunicazione, come HTTP, REST, SOAP, MQTT, OPC, DDS, MTCONNECT, FOCUS, e la lista potrebbe continuare. Ciò che IIoT fa in realtà è creare un ponte tra queste diversità e creare uno standard. Perchè questo è importante nell’industria manifatturiera? IIoT  permetterà di superare il gap di connettività che esiste attualmente. Questo  a sua volta creerà le condizioni per la Smart Manufacturing, nota anche come  Digital Enterprise 4.0

Lavoro nel settore manifatturiero da un decennio, fornendo assistenza alle aziende nel processo di integrazione dei loro impianti, allo scopo di fornire visibilità e controllo. Conosco le sfide che  IioT pone e gli ostacoli che bisogna superare ma anche I vantaggi che IioT porta con se. Sebbene IIoT non sia in realtà un concetto nuovo, esso da un nome all’idea che aiuta l’industria a spingere in avanti la frontiera selvaggia della manifattura connessa. E se non saliremo su questo treno rimarremo indietro.


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